Scisma
Saturday, December 01, 2007
Trailer "EfFetTo FaRfalLa
Laboratorio Teatrale 2°e 3° anno LABA
Presenta: "EFFETTO FARFALLA"
Spettacolo teatrale interamente realizzato da noi.
Trailer: Riprese e Montaggio video - Sara Postoli
Musica e voci - Andres Recondo
Thursday, November 22, 2007
Effetto Farfalla
In cubo il riflesso di me
il vetro che vorrei vedere in mille
quel rosso che nascondi
mentre giochiamo a bucarci
in due si segano le gambe delle ombre
come quando ai sei anni ti chiedevo della morte
e la vedevo in tre di me
cadendo dal soffito in cerca di corpo
dalla bocca aperta al cuore in gola
esanime sul tuo letto
quando parlavi alle voci
ed io giocavo con Dio
e i suoi racconti di pelle animale
non avevi risposte
come non le hai oggi e non le avrai domani
io non riesco più a guardarti
c'è qualcosa di orribile sul tuo volto
ed ho paura che tu abbia ragione
ingenuo è il conforto
di un giorno che abbaglia di grigio
e che non aiuta a dimenticare.
un battito di mani per dare un senso
un battito di mani per rendere immortali
un battito di mani e mentiremo giù al confine
un battito di mani e fuggiremo assieme
un battito di troppo e cadremo
aldila di quella linea
tra l'infinito e il niente
se smetti di correre potresti non ricominciare
il vetro che vorrei vedere in mille
quel rosso che nascondi
mentre giochiamo a bucarci
in due si segano le gambe delle ombre
come quando ai sei anni ti chiedevo della morte
e la vedevo in tre di me
cadendo dal soffito in cerca di corpo
dalla bocca aperta al cuore in gola
esanime sul tuo letto
quando parlavi alle voci
ed io giocavo con Dio
e i suoi racconti di pelle animale
non avevi risposte
come non le hai oggi e non le avrai domani
io non riesco più a guardarti
c'è qualcosa di orribile sul tuo volto
ed ho paura che tu abbia ragione
ingenuo è il conforto
di un giorno che abbaglia di grigio
e che non aiuta a dimenticare.
un battito di mani per dare un senso
un battito di mani per rendere immortali
un battito di mani e mentiremo giù al confine
un battito di mani e fuggiremo assieme
un battito di troppo e cadremo
aldila di quella linea
tra l'infinito e il niente
se smetti di correre potresti non ricominciare
Friday, October 12, 2007
Lo sforzo di scrivere di quel che fai
METAMORFOSI:
Definizione vocabolario:
- Cambiamento, mutazione
- Nella mitologia, trasformazione di un essere umano o divino in un essere di diversa natura
- Trasformazione vistosa di animali prima della forma definitiva adulta
Riflessione: “ Il mio Caos è l’ordine più naturale degli eventi
Ora sono Materia informe
Posso essere qualsiasi cosa ”
Metamorfosi è un processo complesso di analisi e di autocoscienza nel riacquisire la propria identità; un identità unica, autentica, molteplice, mutevole, consapevole e attiva. Il lavoro è intimista espresso attraverso un linguaggio visivo e metaforico legato al vissuto personale, nell’essenza ha un valore sociale ovvero prendere atto del proprio io al fine di interegire con l’esterno, ma rimane nel complesso un soliloquio visivo volto all’ interno, un dialogo sciamanico e mistico di apertura all’ espressione più libera e primordiale.
L’opera completa non si limita alla deformazione dell’ immagine nel mutare i lineamenti, le superfici e le forme originarie del corpo dando vita ad un Doppio, altro da se, ma si conclude con l’analisi e la presa di coscienza dell’esperienza di alienazione decifrando l’autoritratto.
Coesistono nel vivere più forme di metamorfosi, principalmente due: Metamorfosi attiva e Metamorfosi passiva.
Metamorfosi attiva è la presa di consapevolezza e di volontà di riparazione ed educazione, è accettare la propria condizione di precarietà come essere FINITO (Mortale), FRAGILE (il nostro corpo è soggetto a infinite pressioni esterne e ha in se patologie permanenti mantenute sotto controllo dal sistema immunitario come possibili tumori), MUTEVOLE (dal giorno in cui nasciamo le nostre cellule iniziano a morire, facendo spazio ad altre e nuove che verranno; da un punto di vista fisiologico e fisionomico siamo stati e saremo entità sempre diverse, una correlata e responsabile dell’altra.), MOLTEPLICE (anche solo ed esclusivamente nel nostro presente convivono in ognuno di noi sfumature o addirittura conflitti d’ identità innegabili), INSTABILE (l’immagine del proprio io interiore deve essere ogni volta ricodificata a seconda degli eventi che intervengono nel corso della vita).
Metamorfosi passiva è il cambiare in balia degli eventi passando per il “cinismo” inevitabile di una realtà devastante.
La differenza tra queste due processi è paragonabile al concetto di vita e vitalità, la vita c’è nella sua forma più evidente ed essenziale…quel che ci rende vivi è il senso di vitalità che nasce dall’ autocoscienza , dell’ essere attivi e coerenti con le proprie vocazioni.
Attraverso questo lavoro avviene l’incontro catartico tra l’io che eravamo e l’io che potremmo essere quando il sunto della nostra passività diviene attiva nel riconoscersi o nello scoprire, nell’accettare o nel riedificare l’immagine che abbiamo davanti.
La “metamorfosi attiva” da vita a perni e a nodi vitali inscioglibili, qualche speranza.
Il sunto del Lavoro Delle Metamorfosi è : IMPARARE A VIVERE
ANALISI VIDEO: METAMORFOSI (presente in due post fa)
Opera di Andrés Recondo
Costume e Immagini: Andrés Recondo
Riprese video: Sara Apostoli
Montaggio: Andrés Recondo e Alessandro Maria Nacar,
Musica: brano intitolato “Berlin” di Ryuichi Sakamoto al pianoforte e Alva Noto all’elettronica,
tratto dall’ ep: Insen
La metamorfosi si svolge in un atmosfera onirica e surreale, a-spaziale. Il video si apre con lo scisma tra l’ autore e il soggetto, fase propedeutica per la realizzazione di un autoritratto, con vita a se stante, ne racconta il sunto, dalla nascita alla morte.
La scena iniziale è rappresentata dalla presenza di una massa monocromatica bianca in movimento che delinea già le forme del doppio; la scelta del colore è voluta in base alla teoria di “sintesi additiva” che racchiude nel bianco (Luce) tutti I colori e simboleggia il caos come “magma primordiale”. Il nuovo Doppio nasce da se stesso con il movimento simbolico del liberarsi dal “collo uterino”, già in questa fase la creatura inzia un processo di “propriocezione” nel scoprire e riconoscere il proprio corpo e lo spazio in cui galleggia. I movimenti sono leggeri e pesanti, in alternanza frenetica con dettagli di orifizi (simboli di comunicazione tra l’interno e l’esterno), come se il ritmo di questo “assemblagio di suoni vitale” fosse instabile, simile ad un irregolare battito cardiaco di apertura e chiusura che impera sul “mutante” privandone di libertà.
Questa rappresentazione ha uno spirito sciamanico, di profondo misticismo…nell’allontanarsi da se rimane un vuoto che viene compensato da questo senso di onnipotenza nello scongiurare la morte, in questo caso il vuoto è colmato dal soggetto che acquisisce nuova saggezza. Questa concezione del vuoto è rappresentata successivamente dalla presenza dello sfondo nero, non in antagonismo con il bianco ma come “altra faccia della stessa medaglia” (sintesi sottrattiva).
Nella fase della Propriocezione avviene una danza circolare volto alla ricerca di un epicentro e di un equilibrio in movimento, metafora del “moto di Rotazione” che un astro compie intorno a se stesso; l’impiego di capelli lunghi ha una valenza magica come era per alcune antiche civiltà (indiani d’america), I capelli sono la memoria come un’ organica pergamena del vissuto (asceti indù), simboleggiano anche forza e difesa.
Il primo sguardo consapevole verso il fruitore traccia una prima linea di autocoscienza e sblocca una stanza della memoria riguardante la propriocezione del volto (che era) , è l’immagine del calco del viso dormiente in “labbra” di carta che ha il valore del far sopravvivere alla propria finitezza una parte di se come, per esempio, avveniva nell’ antico Egitto con le maschere funerarie dei faraoni.
La materia rossa è rappresentazione di sangue, fluido corporeo vitale, portatore di codice genetico e di malattia, di speranza e disperazione: è un immagine abusata ma che mantiene sempre la stessa forza evocativa per esprimere gli aspetti più primordiali dell’uomo.
Amore e thanatos sono racchiusi nell’immagine poetica di due particelle che si avvicinano nel tentativo di fondersi o nel fiore rosso che si ricongiunge parzialmente, il viso è censurato quasi volesse evitare la vergogna dello sguardo altrui.
Nel relazionarsi con la massa rossa il metamorfico esprime l’abbandono agli istinti animali che gli appartengono, la voracità nell’ approcciarsi alla vita e agli eventi ma al contempo lo sforzo nell’ingoiare un peso insopportabile che induce a sofferenza e a patimenti, metafora dell’accettazione.
I primi piani finali dimostrano la presa di coscienza che risulta difficile e che comporta ansia, dolore, vergogna, paura, incredulità e si alternano con uno sguardo ieratico profondamente rivolto
all’interno posto dietro ad una raggiera che scorre, metafora del tempo (Bergson) un tempo relativo, soggettivo.
Nuova Consapevolezza, dalle prime immagini alle ultime si sviluppa un senso di coscienza evidente che si conclude con l’unica possibilità dell’artista di poter compensare, rappresentata dall’immagine del rigetto di una nuova massa rossa, una nuova creazione. L’Arte per me diventa la soluzione alla ricerca dell’epicentro non come falsa verità stantia e immobile ma come meccanismo regolatore di un circolo che è la vita, che non cambia l’essenza delle cose ma che le riassembla, le trasforma nel tentativo di comprendere ed accettare.
Il Video si conclude con immagini di buio e luce ad intermittenza
dando la percezione di un interferenza che sta per giungere alla fine, riconfermando l’atmosfera
onirica, la fine del viaggio è un turbolento ritroso a se che passa attraverso alla confusa memoria del sogno vissuto vicino al risveglio.
La scelta della musica è coerente non con l'emotività diverse susseguitesi nell’esperienza ma nell’essenza del lavoro: Una metamorfosi ha il valore di gesto d’amore nei confronti di me stesso, non è frutto di aggressività ma di malinconico abbandono.
Definizione vocabolario:
- Cambiamento, mutazione
- Nella mitologia, trasformazione di un essere umano o divino in un essere di diversa natura
- Trasformazione vistosa di animali prima della forma definitiva adulta
Riflessione: “ Il mio Caos è l’ordine più naturale degli eventi
Ora sono Materia informe
Posso essere qualsiasi cosa ”
Metamorfosi è un processo complesso di analisi e di autocoscienza nel riacquisire la propria identità; un identità unica, autentica, molteplice, mutevole, consapevole e attiva. Il lavoro è intimista espresso attraverso un linguaggio visivo e metaforico legato al vissuto personale, nell’essenza ha un valore sociale ovvero prendere atto del proprio io al fine di interegire con l’esterno, ma rimane nel complesso un soliloquio visivo volto all’ interno, un dialogo sciamanico e mistico di apertura all’ espressione più libera e primordiale.
L’opera completa non si limita alla deformazione dell’ immagine nel mutare i lineamenti, le superfici e le forme originarie del corpo dando vita ad un Doppio, altro da se, ma si conclude con l’analisi e la presa di coscienza dell’esperienza di alienazione decifrando l’autoritratto.
Coesistono nel vivere più forme di metamorfosi, principalmente due: Metamorfosi attiva e Metamorfosi passiva.
Metamorfosi attiva è la presa di consapevolezza e di volontà di riparazione ed educazione, è accettare la propria condizione di precarietà come essere FINITO (Mortale), FRAGILE (il nostro corpo è soggetto a infinite pressioni esterne e ha in se patologie permanenti mantenute sotto controllo dal sistema immunitario come possibili tumori), MUTEVOLE (dal giorno in cui nasciamo le nostre cellule iniziano a morire, facendo spazio ad altre e nuove che verranno; da un punto di vista fisiologico e fisionomico siamo stati e saremo entità sempre diverse, una correlata e responsabile dell’altra.), MOLTEPLICE (anche solo ed esclusivamente nel nostro presente convivono in ognuno di noi sfumature o addirittura conflitti d’ identità innegabili), INSTABILE (l’immagine del proprio io interiore deve essere ogni volta ricodificata a seconda degli eventi che intervengono nel corso della vita).
Metamorfosi passiva è il cambiare in balia degli eventi passando per il “cinismo” inevitabile di una realtà devastante.
La differenza tra queste due processi è paragonabile al concetto di vita e vitalità, la vita c’è nella sua forma più evidente ed essenziale…quel che ci rende vivi è il senso di vitalità che nasce dall’ autocoscienza , dell’ essere attivi e coerenti con le proprie vocazioni.
Attraverso questo lavoro avviene l’incontro catartico tra l’io che eravamo e l’io che potremmo essere quando il sunto della nostra passività diviene attiva nel riconoscersi o nello scoprire, nell’accettare o nel riedificare l’immagine che abbiamo davanti.
La “metamorfosi attiva” da vita a perni e a nodi vitali inscioglibili, qualche speranza.
Il sunto del Lavoro Delle Metamorfosi è : IMPARARE A VIVERE
ANALISI VIDEO: METAMORFOSI (presente in due post fa)
Opera di Andrés Recondo
Costume e Immagini: Andrés Recondo
Riprese video: Sara Apostoli
Montaggio: Andrés Recondo e Alessandro Maria Nacar,
Musica: brano intitolato “Berlin” di Ryuichi Sakamoto al pianoforte e Alva Noto all’elettronica,
tratto dall’ ep: Insen
La metamorfosi si svolge in un atmosfera onirica e surreale, a-spaziale. Il video si apre con lo scisma tra l’ autore e il soggetto, fase propedeutica per la realizzazione di un autoritratto, con vita a se stante, ne racconta il sunto, dalla nascita alla morte.
La scena iniziale è rappresentata dalla presenza di una massa monocromatica bianca in movimento che delinea già le forme del doppio; la scelta del colore è voluta in base alla teoria di “sintesi additiva” che racchiude nel bianco (Luce) tutti I colori e simboleggia il caos come “magma primordiale”. Il nuovo Doppio nasce da se stesso con il movimento simbolico del liberarsi dal “collo uterino”, già in questa fase la creatura inzia un processo di “propriocezione” nel scoprire e riconoscere il proprio corpo e lo spazio in cui galleggia. I movimenti sono leggeri e pesanti, in alternanza frenetica con dettagli di orifizi (simboli di comunicazione tra l’interno e l’esterno), come se il ritmo di questo “assemblagio di suoni vitale” fosse instabile, simile ad un irregolare battito cardiaco di apertura e chiusura che impera sul “mutante” privandone di libertà.
Questa rappresentazione ha uno spirito sciamanico, di profondo misticismo…nell’allontanarsi da se rimane un vuoto che viene compensato da questo senso di onnipotenza nello scongiurare la morte, in questo caso il vuoto è colmato dal soggetto che acquisisce nuova saggezza. Questa concezione del vuoto è rappresentata successivamente dalla presenza dello sfondo nero, non in antagonismo con il bianco ma come “altra faccia della stessa medaglia” (sintesi sottrattiva).
Nella fase della Propriocezione avviene una danza circolare volto alla ricerca di un epicentro e di un equilibrio in movimento, metafora del “moto di Rotazione” che un astro compie intorno a se stesso; l’impiego di capelli lunghi ha una valenza magica come era per alcune antiche civiltà (indiani d’america), I capelli sono la memoria come un’ organica pergamena del vissuto (asceti indù), simboleggiano anche forza e difesa.
Il primo sguardo consapevole verso il fruitore traccia una prima linea di autocoscienza e sblocca una stanza della memoria riguardante la propriocezione del volto (che era) , è l’immagine del calco del viso dormiente in “labbra” di carta che ha il valore del far sopravvivere alla propria finitezza una parte di se come, per esempio, avveniva nell’ antico Egitto con le maschere funerarie dei faraoni.
La materia rossa è rappresentazione di sangue, fluido corporeo vitale, portatore di codice genetico e di malattia, di speranza e disperazione: è un immagine abusata ma che mantiene sempre la stessa forza evocativa per esprimere gli aspetti più primordiali dell’uomo.
Amore e thanatos sono racchiusi nell’immagine poetica di due particelle che si avvicinano nel tentativo di fondersi o nel fiore rosso che si ricongiunge parzialmente, il viso è censurato quasi volesse evitare la vergogna dello sguardo altrui.
Nel relazionarsi con la massa rossa il metamorfico esprime l’abbandono agli istinti animali che gli appartengono, la voracità nell’ approcciarsi alla vita e agli eventi ma al contempo lo sforzo nell’ingoiare un peso insopportabile che induce a sofferenza e a patimenti, metafora dell’accettazione.
I primi piani finali dimostrano la presa di coscienza che risulta difficile e che comporta ansia, dolore, vergogna, paura, incredulità e si alternano con uno sguardo ieratico profondamente rivolto
all’interno posto dietro ad una raggiera che scorre, metafora del tempo (Bergson) un tempo relativo, soggettivo.
Nuova Consapevolezza, dalle prime immagini alle ultime si sviluppa un senso di coscienza evidente che si conclude con l’unica possibilità dell’artista di poter compensare, rappresentata dall’immagine del rigetto di una nuova massa rossa, una nuova creazione. L’Arte per me diventa la soluzione alla ricerca dell’epicentro non come falsa verità stantia e immobile ma come meccanismo regolatore di un circolo che è la vita, che non cambia l’essenza delle cose ma che le riassembla, le trasforma nel tentativo di comprendere ed accettare.
Il Video si conclude con immagini di buio e luce ad intermittenza
dando la percezione di un interferenza che sta per giungere alla fine, riconfermando l’atmosfera
onirica, la fine del viaggio è un turbolento ritroso a se che passa attraverso alla confusa memoria del sogno vissuto vicino al risveglio.
La scelta della musica è coerente non con l'emotività diverse susseguitesi nell’esperienza ma nell’essenza del lavoro: Una metamorfosi ha il valore di gesto d’amore nei confronti di me stesso, non è frutto di aggressività ma di malinconico abbandono.
Wednesday, October 03, 2007
Palline di neve
Racconti di palline di neve, o anche la triste storia di "Sam" la pallina di neve, è un immagine di neve a fiocchi di infanti che cadono sul cofano della tua auto mentre viaggi a 30 all'ora in tangenziale , quando non c'è nessuno a distanza di kilometri e dal silenzio sembra che il mondo sia in ostaggio...quando basta poco per commuoversi...commuoversi al ricordo di quando si era ancora puliti...
Palline di neve
Saturday, June 16, 2007
°

Il Mio CAos
è l' Ordine
più naturale degli eventi
Ora sono Materia informe....
Posso essere Qualsiasi Cosa......
Questo non elude il mio cuore
dal franare
Dare un nome
con Esili dita al Tutto
e mentre bevo d'infinito
ti guardo e penso
che sei di passaggio,
così impercettibile.....
tanto che mai ricorderò il tuo nome....
Finito
è quell'orizzonte
che i miei occhi non riescono a colmare
Finito
è il mio cuore
quel cuore che non regge...
Tuesday, January 23, 2007
Ventidue non ti si addicono
Il giorno della memoria
giovane e stanca
un collasso di bile e miele
un amore di fiele
una fessura al cielo
un crepa sul petto
.
.
un anno di autocoscienza
un anno di desiderio
un anno di dolore
un anno di colore
un anno di nero
un anno di sovrappensiero
un anno di noia
un anno di notte
un anno di ansia
un anno di paura
un anno di poesia
un anno di parole
un anno di abbracci
un anno di musica
un anno di arte
un anno di ano
un anno di cazzo
un anno di odio
un anno di carezze
un anno di morti
un anno di nascite
un anno di me
Per chi mi ha amato....
anche solo per un sottile istante...
anche solo per un sottile istante...
GRAZIE
Tuesday, January 09, 2007
Lendine
.
.
.
Aborto
intercostale,
incauta ira
ed è solo il capo chino
di una notte suicida
offerta alla terra,
Respiro
incauta ira
ed è solo il capo chino
di una notte suicida
offerta alla terra,
Respiro
Sinusoide in fronte al peccato
di un morente infinito in vena
Livida Larva Vibra Recisa
labbra di ali
odorano di bruciato...
labbra di ali
odorano di bruciato...
Lendine
....Lasciala morire.....
Liquida manta distesa ad oriente
crema la carne,
Mano al sole
Ombra sul cuore.
crema la carne,
Mano al sole
Ombra sul cuore.
Si incide con polvere di ariete
aliena la voce
aliena la voce
Il canto del Capro.....
L' Amore....
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