
La casa che muta
la casa emotiva
la casa che sorge all'epicentro del sole
che compone i margini
che argina il vuoto
che raccoglie i silenzi
Non la voglio solo per me
ma parlo per me
solo di me
esclusivamente di me........
Oggi
è uno spazio di naufragio non violento
nel quale mi riscopro sempre solo
lascio maliconia alle mie spalle
sono la crepa, la porta in soliloquio
ogni viso è un desiderio
un'essenza in meno
un sapore dimenticato
Voglio solo un giorno nuovo
un corpo nuovo......cangiante per il divenire
Muoio di nuovo, in fondo questo è vivere
4 comments:
Come diceva il vecchio dalla barba bianca "Morire è più felice di quello che si crede. Morire non è una fine più di quanto lo sia una nascita"
Mi scuso per l'imprecisione della citazione ma tendo a ricordare il suono di una frase non la sua grammatica.
Il vecchio con la barba bianca?
Sarà mica Babbo Natal?
Altre opzioni, Merlino, Leonardo,
Panoramix, Gandalf, Quello degli zztop(altro esempio di percezione sonora e non visiva).
Parlare di morte è eccessivo addirittura per me che sono sempre stato un bar(a)/(o)ccone pomposo, addirittura drammatico,per certi versi :D.
ma in quella giornata umida, sia di tempo che di viso, parlarne acquisiva un altro significato. Le morti di percorso, ogni incontro è un frammento di cuore lasciato in ricordo....la malinconia delle partenze, le cotte adolescenziali, nuovi racconti...nuovi abbracci...nuovi sapori...Ma non ci si può fermare, è come essere una pianta da viaggio, sentire il bisogno di mettere radici...lasciarsi finalmente nutrire dalla terra e imparare a difendersi dalle intemperie.....la morte è l'ennesimo passaggio, dolorosa e incontenibile ma le ultime sono state di gran lunga le più consapevoli....sono sempre più vicino al nirvana :P
Bau!
Il vecchio dalla barba bianca era il caro amico Walt Whitman.
Qunado finalmente raggiungerai il Nirvana ti accorgerai di quanto misere ed inutili sono le vicende umane e scommetto che riderai, riderai così forte da vibrare tutto come un diapason di carne che risuona alla vita.
Credo che per difendersi dalle interperie bisogna tener chiuso l'ombrello, guardare in alto e capire quanto è inutile una lacrima nella pioggia.
Qualche giorno fa, passando per una Sirmione deserta, affollata solo dal rumore del lago mi sono reso stupidamente conto di quanta bellezza mi circonda e di quanto il mantello scuro con cui mi copro l'anima mi privi di questa bellezza.
Hai definito in maniera magnifica
"le morti di percorso" mi auguro di leggere altrettanto "sulle rinascite".
Sempre un piacere leggerti...oddio finirò per citare anche te?
Post a Comment